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Archive for 1 gennaio 2014

Un anno passato è occasione di bilanci: quanto tempo abbiamo riservato a Dio? Quanto ai nostri egosimi?  ……. 

Un anno che è passato, quindi, non ci porta ad una realtà che finisce ma ad una realtà che si compie, è un ulteriore passo verso la meta che sta davanti a noi: una meta di speranza, una meta di felicità, perché incontreremo Dio, ragione della nostra speranza e fonte della nostra gioia.

– Papa Francesco  Te Deum – 31 dicembre 2013 –

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Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.

Erri De Luca

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Mi auguro di incontrare persone che mi aiutino a crescere.
Ho ancora tanto da imparare.
Mi auguro che ci sia gente capace vedere e prendere il meglio da me
senza pretendere l’anima. Ho tanto da dare.
Mi auguro di essere argine e di incontrare qualcuno che
rimanendo fiume sia capace di essere mare.
Mi auguro di sorridere un po’ di più e poterlo donare a chi se lo merita.
Mi auguro di non essere più stanca e svegliarmi presto la mattina,
ma non per andare a lavoro…. per respirare la giornata.
Mi auguro di stringere una mano e arrivare a sentire il battito del suo cuore.
Mi auguro che se ne vadano in ferie la mia malinconia, la nostalgia,
la tristezza, l’autocritica, il pessimismo e la mia inquietudine.
Che tornino a lavoro il mio ottimismo, l’ironia, la simpatia,
la creatività, la fiducia e la forza.
Mi auguro di tirare fuori dal sacco, gli auguri migliori di quelli mai fatti,
mai pensati o mai sognati da regalare ad ognuno
di noi e augurare…”Che tu sia felice.”

M.Veroli

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