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Archive for 5 gennaio 2014

Ci sono giorni d’inverno in cui,
ho bisogno di un cuore sincero su cui riposare.
Stephen Littleword

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Io ho il mio concetto forse strano di amore . Che non è certo continua seduzione, o scenate, o una tetta che sbuca fuori o un mazzo di fiori. Amore per me è voltarmi e sapere che ci sei a proteggermi le spalle anche se distanti. E’ cercare la tua mano e trovarla, lì accanto. E’ parlare….tuffarmi tra le tue braccia, i tuoi discorsi e il profumo che indossa la tua pelle. E’ riconoscerti tra mille, tu con la tua voce ed i tuoi occhi. E’ rispetto l’amore. E’ tornare anche dopo un grande litigio, che mette in crisi i momenti mai il cuore. E’ resistenza l’amore. Mica uno puo’ esser sexy, strabiliante o super eroe sempre…quelli son film e nient’altro. L’amore vero è sacrificio, è dolore a volte. E’ distacco spesso e poi ritorno. Son notti stretti a scaldarsi dal freddo o a far dolce l’amore. E’ conoscenza dell’animo dell’altro. E’ cura. E’ andare insieme a fare la spesa e ritrovarsi a sorridere perchè tu in perenne dieta infili nel carrello qualcosa di dolce. E’ il suo sguardo che ogni giorno ti sussurra che con te è felice. E’ la sua telefonata per sapere se hai avuto problemi con la neve o semplicemente per dirti sto tornando a casa. Sono i fine settimana insieme…ed i silenzi che sanno di serenità. L’amore vero è come un libro , di quelli che tieni sul comodino o in grembo durante un lungo viaggio in treno. E’ un percorso non facile. E’ una mano stretta stretta alla tua. E’ guardare insieme la stessa direzione ed urlare dentro “Io con te ci voglio invecchiare”. L’amore.
Antonella Coletta

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I campi erano arsi e screpolati dalla mancanza di pioggia. Le foglie pallide e ingiallite pendevano penosamente dai rami. L’erba era sparita dai prati. La gente era tesa e nervosa, mentre scrutava il cielo di cristallo blu cobalto. 

Le settimane si succedevano sempre più infuocate.
Da mesi non cadeva una vera pioggia.
Il parroco del paese organizzò un’ora speciale di preghiera nella piazza davanti alla chiesa per implorare la grazia della pioggia.
All’ora stabilita la piazza era gremita di gente ansiosa, ma piena di speranza.
Molti avevano portato oggetti che testimoniavano la loro fede. Il parroco guardava ammirato le Bibbie, le croci, i rosari.
Ma non riusciva a distogliere gli occhi da una bambina seduta compostamente in prima fila.
Sulle ginocchia aveva un ombrello rosso.

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Un uomo sempre scontento di sé e degli altri continuava a brontolare con Dio perché diceva: “Ma chi l’ha detto che ognuno deve portare la sua croce? Possibile che non esista un mezzo per evitarla? Sono veramente stufo dei miei pesi quotidiani!” Il Buon Dio gli rispose con un sogno. Vide che la vita degli uomini sulla Terra era una sterminata processione. Ognuno camminava con la sua croce sulle spalle. Lentamente, ma inesorabilmente, un passo dopo l’altro. Anche lui era nell’interminabile corteo e avanzava a fatica con la sua croce personale. Dopo un po’ si accorse che la sua croce era troppo lunga: per questo faceva fatica ad avanzare. “Sarebbe sufficiente accorciarla un po’ e tribolerei molto meno”, si disse, e con un taglio deciso accorciò la sua croce d’un bel pezzo. Quando ripartì si accorse che ora poteva camminare molto più speditamente e senza tanta fatica giunse a quella che sembrava la meta della processione. Era un burrone: una larga ferita nel terreno, oltre la quale però cominciava la “terra della felicità eterna”. Era una visione incantevole quella che si vedeva dall’altra parte del burrone. Ma non c’erano ponti, né passerelle per attraversare. Eppure gli uomini passavano con facilità. Ognuno si toglieva la croce dalle spalle, l’appoggiava sui bordi del burrone e poi ci passava sopra. Le croci sembravano fatte su misura: congiungevano esattamente i due margini del precipizio. Passavano tutti, ma non lui: aveva accorciato la sua croce e ora era troppo corta e non arrivava dall’altra parte del baratro. Si mise a piangere e a disperarsi: “Ah, se l’avessi saputo…”. 

La croce è l’unica via di salvezza per gli uomini, ççççç l’unico ponte che conduce alla vita eterna. 

Bruno Ferrero 

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