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Archive for the ‘FRASI SULLA MORTE’ Category

Vola libera e felice, in un tempo senza fine, nel persempre.
Di tanto in tanto noi c’incontreremo – quando ci piacerà –
nel bel mezzo dell’unica festa che non può mai finire.

Nessun luogo è lontano, Richard Bach

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Mi dispiace, piccola, ci sono delle cose che devo dirti e mi restano solo pochi momenti. Mi dispiace per tutto ciò che non potrò mai darti non ti comprerò mai un hamburgher gigante a 4 piani, niente supermega. Non ti farò mai sorridere. Volevo soltanto invecchiare insieme a te come due vecchie tartarughe che ridono contandosi le rughe insieme, al capolinea, sul lago del tuo dipinto, quello era il nostro Paradiso. Abbiamo molto da perdere: libri, pisolini, baci e litigi, o Dio… ne abbiamo avuti di straordinari dei quali ti ringrazio e grazie di ogni gesto gentile. Grazie per i nostri figli per la prima volta che li ho visti e per avermi sempre fatto sentire orgoglioso di te. Per la tua forza, per la tua dolcezza per come eri e come sei per come ho sempre desiderato toccarti, Dio eri tutta la mia vita!
E ti chiedo scusa per tutte le volte che ho fallito con te, specialmente questa.

Film: “Al di là dei sogni”

qualcosadime

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ce l’ho ancora sulla pelle
quell’odore di colline
sono lucine o sono stelle
quelle cose dove la campagna ha fine
ti ricordi pa’
mi tiravi per la mano
sul tuo passo più costante
tu un gigante e io un nano
mentre davi un nome agli alberi e alle piante
e raccontavi fatti
e misteri di laggiù
così per lunghi tratti
e se non ce la faccio più
tu mi trovavi un legno
e io ci montavo su
con quel cavallo e un regno e uno schiocco e patapàn

al galoppo e all’avventura
sotto a quel tuo naso grosso
messo come prua e non avevo mai paura
dentro la tua scia ti stavo sempre addosso

e nella sera chiara
da lontano l’armonia
di un suono di fanfara
di un tam tam di prateria
e le tue braccia forti
che indicavano la via
ai miei ginocchi storti e agli occhi e patapàn

ciao pa’
ma quante strade di sentieri bianchi
e quante ancora e ancora no non siamo stanchi
lo vedi come corro così veloce
dietro al tuo fischio e quella voce
se resti indietro aspetto sotto la croce
e scoppia il petto e in coppia

e andiamo avanti e patapàn
e sul ciglio di un burrone
tu facevi quella finta
di una spinta in giù e io ridevo col fiatone
e mi alzavi su nella camicia stinta

e ti sentivo dire
di chi c’è e chi non c’è più
e non poter capire
perché non è come un tram
su cui chi si vuol bene
sale e viaggia e scende giù
ma tutti quanti assieme per sempre patapàn

ciao pa’
così hai saltato giù e ora sei in volo
ti sei fermato un giorno e io corro solo
perché non m’hai aspettato e stai lontano
e non mi prendi più per la mano
che senza un legno adesso un po’ più piano
vado e spesso cado
ma andiamo avanti

ciao pa’
ma dimmi dove è che stiamo andando
e questa vita dove mai ci sta portando
non era questo il mondo che volevamo
e non è il cielo che sognavamo
non è quel tempo, è adesso
in cui dobbiamo stare
e lo stesso andare
e andiamo avanti e patapàn

paptapan

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Pensavo che la tua morte,
fosso un dolore insopportabile da sopportare.
Soltanto ora  comicncio a capire,
che la tua vita è stata un Dono d’ amore
che mi ha fatto crescere.

Majiore Pizer

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Viviamo una sola volta, ma possiamo vivere quest’unica vita in modo tale che alla fine del viaggio sentiremo di aver vissuto migliaia di vite. Quest’obiettivo è quello che dobbiamo perseguire con tutte le nostre forze.
Sergio Bambaren

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Nel ventre di una donna incinta si trovavano due bebè. Uno di loro chiese all’altro:
– Tu credi nella vita dopo il parto?
– Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello saremo più tardi.
– Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita?
– Non lo so, ma sicuramente… ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre
gambe e ci ciberemo dalla bocca.
– Ma è assurdo! Camminare è impossibile. E mangiare dalla bocca? Ridicolo! Il cordone ombelicale è la via d’alimentazione… Ti dico una cosa: la vita dopo il parto è da escludere. Il cordone ombelicale è troppo corto.
– Invece io credo che debba esserci qualcosa. E forse sarà diverso da quello cui siamo abituati ad avere qui.
– Però nessuno è tornato dall’aldilà, dopo il parto. Il parto è la fine della vita. E in fin dei conti, la vita non è altro che un’angosciante esistenza nel buio che ci porta al nulla.
– Beh, io non so esattamente come sarà dopo il parto, ma sicuramente vedremmo la mamma e lei si prenderà cura di noi.
– Mamma? Tu credi nella mamma? E dove credi che sia lei ora?
– Dove? Tutta in torno a noi! E’ in lei e grazie a lei che viviamo. Senza di lei tutto questo mondo non esisterebbe.
– Eppure io non ci credo! Non ho mai visto la mamma, per cui, è logico che non esista.
– Ok, ma a volte, quando siamo in silenzio, si riesce a sentirla o percepire come accarezza il nostro mondo. Sai?… Io penso che ci sia una vita reale che ci aspetta e che ora soltanto stiamo preparandoci per essa…

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la nostra vita è un viaggio ininterrotto
dalla nascita fino alla morte.
Il paesaggio muta, le persone cambiano,
i bisogni si trasformano, ma il treno prosegue.
La vita è il treno – non la stazione ferroviaria.

Paulo Coelho

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Se da qualche parte sarò, se avrò modo di vederti,
sarò soltanto triste come sono triste ogni volta che vedo una vita buttata via,
una vita in cui il cammino dell’amore,
non è riuscito a compiersi.
Abbi cura di te.

Susanna Tamaro

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Il nostro breve cammino su questa terra serve a prepararci ad un’altra vita più bella e più lunga. La madre, come diceva Seneca, ci tiene sul suo grembo per nove mesi preparandoci al momento in cui vedremo la luce, capaci di respirare e di resistere all’ aria libera. Da quel momento incomincia il cammino che va dall’ infanzia alla vecchiaia e che ci rende maturi per un altro parto, più importante: una nascita senza fine. Sin dalla prima nascita vive con noi un compagno invisibile che spesso rimane nascosto, incapace di uscire dalla giungla delle sensazioni fisiche, e affiora soltanto quando siamo noi a liberarlo, a portarlo alla luce. Quando riusciamo a far questo, ci rendiamo conto che non possiamo mai morire del tutto e che nessuno scomparirà nel nulla. La nostra mente e i nostri occhi ci inducono a pensare che la vita abbia un confine e che al  di là di quella linea nulla sia possibile: invece non è così. Nel silenzio della nostra anima dobbiamo cercare di aprire l’occhio misterioso che ci da la possibilità di vedere il mondo invisibile che ci circonda. 

♥ Romano Battaglia ♥

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Mi dispiace per tutto quello che non potrò mai darti. Volevo soltanto invecchiare insieme a te, come due vecchie tartarughe che ridono contandosi le rughe, insieme al capolinea, sul lago del tuo dipinto…quello era il nostro paradiso…

Film: “Al di là dei sogni”

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♥ 11 settembre e gli ANGELI ♥
… A pochi mesi dall’attentato al World Trade Center incontrai un gruppo di donne i cui parenti avevano prestato servizio in una delle principali squadre di pompieri di New York. Avevano chiesto che io partecipassi con loro a una trasmissione televisiva. Cominciata la seduta, iniziai presto a parlare con i mariti, fratelli e fidanzati rimasti uccisi in quel tragico giorno. Riferii alle famiglie i messaggi di speranza e amore che provenivano dal mondo dello spirito, poi i pompieri descrissero l’inferno che avevano vissuto. Come spesso mi accade, intrapresi una lunga discesa giù per un tunnel, tornando indietro in quel tempo e in quello spazio, finché mi ritrovai dentro le torri gemelle, in mezzo a tutta quella gente che sapeva di essere destinata a morire. Qualcuno gridava disperato, molti pregavano, altri cercavano di raggiungere al telefono i propri cari, nella speranza di poterli salutare un’ultima volta. Io ero lì, tra di loro, come un fantasma, circondata da uffici e corridoi invasi dal fumo; vedevo ciò che avevano visto i vigili del fuoco, provavo quello che avevano provato, e per un attimo ci fu solo caos, panico, terrore palpabile. Poi, lentamente, il fumo si diradò, l’ambiente si fece più luminoso; sembrava che il sole stesse cercando di bucare la coltre di fuliggine, finché la luce divenne più intensa. Le urla si spensero, la confusione si placò e il panico cessò. Stava accadendo qualcosa; qualcosa di nuovo pervadeva l’aria. La calma si diffuse sempre più a mano a mano che il bagliore accecante e dorato aumentava. Fu allora che li vidi, fu allora che tutti li videro. Avanzavano nella luce, scintillanti e gloriosi: angeli. Angeli inviati da Dio per portare a casa le anime di quegli eroi coraggiosi. La paura svanì dal volto dei presenti e io scorsi uomini e donne tendere le braccia verso quel chiarore prodigioso per stringere a sé i loro angeli, sulle labbra un sorriso di pura gioia….

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Una bambina torna dalla casa di una vicina alla quale era appena morta, in modo tragico la figlioletta di otto anni.
“Perché sei andata?”, le domanda il padre.
“Per consolare la mamma”.
“E che potevi fare, tu così piccola, per consolarla?”.
“Le sono salita in grembo e ho pianto con lei”.

Se accanto a te c’è qualcuno che soffre, piangi con lui. Se c’è qualcuno che è felice, ridi con lui.
L’amore vede e guarda, ode e ascolta. Amare è partecipare, completamente, con tutto l’essere. Chi ama scopre in sé infinite risorse di consolazione e compartecipazione. Siamo angeli con una ala sola: possiamo volare solo se ci teniamo abbracciati.

BRUNO FERRERO
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I destini dell’uomo sono come i fiumi, alcuni scorrono veloci, senza incertezze, lungo facili percorsi. Altri passano attraverso mille difficoltà, ma arrivano ugualmente al mare. La meta finale è uguale per tutti.

ROMANO BATTAGLIA

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