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Archive for the ‘FRASI SULLA PAURA’ Category

Le persone non vogliono soffrire né tantomeno vivere nel terrore, desiderano soltanto essere felici. Siamo tutti fatti così, per cui se ti rendi conto che un tuo comportamento potrebbe ferire qualcuno, devi modificarlo.

Banana Yoshimoto

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Chi non rischia nulla non fa nulla, non ha nulla e non è nulla.
Può evitare le sofferenze e l’angoscia, ma non può imparare, sentire, cambiare, crescere, progredire, vivere o amare.
È uno schiavo, incatenato dalle sue certezze o dalle sue assuefazioni.

Leo Buscaglia

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Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai.
Certo che ce ne faremo.
Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza.
Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno.
Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.

 Antoine de Saint-Exupéry 

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Mi piace pensare che ognuno di noi ha nelle stanze dell’anima, due cassetti speciali: il cassetto dei sogni e quello dei rimpianti.

Nella giovinezza apriamo spesso il cassetto dei sogni: ci piace sfogliarli, assaporarli, proiettarli mille volte nella mente.
Con il passare degli anni, il gesto di aprire quel cassetto diventa meno familiare, come se una ruggine sottile bloccasse i nostri gesti.
I sogni mai guardati impallidiscono, diventano trasparenti fino a essere invisibili.
Il cassetto dei sogni si svuota piano piano.
E pian piano, spesso senza che noi ce ne rendiamo conto, si riempie il cassetto dei rimpianti.

Capita poi che un giorno, per un colpo di vento, un incontro, un sorriso, il cassetto dei sogni si riapra d’improvviso, riportando con violenza dolorosa, l’eco dei sogni non vissuti, delle carezze non date, delle parole perdute.

Per ragioni misteriose, quel cassetto si riapre spesso intorno ai 40 anni, nelle donne, e intorno ai 50, negli uomini.
Forse perché in quei momenti, si trova finalmente il tempo di fermarsi e di fare un bilancio della propria vita.
Forse perché un evento esterno mette in discussione le nostre certezze, anche di futuro.

Per esempio, quando la malattia o la morte di una persona cara ci obbligano a riconoscere l’assoluta brevità della vita, effimera come un sospiro. O quando una nostra crisi esistenziale sotterranea si veste dei colori dell’innamoramento.
In questi momenti di verità con se stessi, e importante fermarsi. Per darsi il tempo di guardare quel cassetto dei sogni e quel cassetto dei rimpianti.

Non ho detto che si debba assecondare “per forza” o “perchè tutte lo fanno” il furore di un’attrazione antica.
Ma è importante riconoscere che c’è fame di emozioni, di tornare a sognare un po’, di riaprire quei margini di sorpresa che forse erano scomparsi dalla nostra vita troppo quieta.
Passerà? Tutto passa. Ma il punto è come si vive quello che poi passa.

“Tutti i mattini del mondo sono senza ritorno”, scrive Pascal Quignard nel libro delizioso -Tous le matin du monde-.

 

Forse è questa consapevolezza struggente che avevamo rimosso e che un incontro può farcela ritrovare, insieme al coraggio di riaprire il cassetto dei sogni.
Anche solo per un sorriso o una carezza.
Non so se ci può bastare…

Ma è un momento di meravigliosa intensità con cui sorprendersi di nuovo.

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Aveva un’aria stanchissima, più stanca che triste;
ho pensato: ‘è così che si esprime la sofferenza sui visi buoni. Non si manifesta, appare solo una grande stanchezza.’  Chissà se anch’io ho l’aria stanca.”

 Muriel Barbery  – L’ eleganza del riccio

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