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Archive for the ‘IL PRESENTE E IL FUTURO’ Category

La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, simili a minuscoli fiori. Non è fatta solo di grandi cose, come lo studio, l’amore, i matrimoni, i funerali. Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l’anima respira e grazie alla quale vive.

Un viaggio chiamato vita – Banana Yoshimoto

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Il futuro più roseo sarà sempre basato su un passato dimenticato;
non farai progressi nella tua vita finchè non avrai lasciato andare
errori e dispiaceri che appartengono al passato.

Sergio Bambarén

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Seminare dei ricordi. Nel mio ruolo di padre non ho fatto altro. Ai figli non ho mai pensato di poter insegnare granché, ma fin dall’inizio della loro presenza in casa ho sentito che, attraverso alcune esperienze indimenticabili, potevo mettere nella loro memoria i semi di una grandezza con la cui misura vorrei che vivessero.

Tiziano Terzani

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L’oscurità più nera non è quella che ci offusca gli occhi e ci rende ciechi, ma quella che alberga nei recessi più profondi del nostro cuore. Allo stesso modo, la luce più radiosa non è quella che ci accarezza la pelle, ma quella che sgorga, bruciando, dalla bocca del cuore e risplende di un caldo bagliore attraverso i nostri occhi.
Sergio Bambaren

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I figli tu li puoi solo amare, ma non li puoi trattenere, perché loro abiteranno case che tu non hai mai visitato, vedranno visi che tu non hai mai visto. Percorreranno strade che i tuoi piedi non hanno mai battuto. I figli…gioie e dolori, parte di te ..ed essenzialmente unici… i figli, parte del tuo DNA parte della tua stessa carne.. che il solo pensiero di andare avanti senza loro, il mondo si ferma. E piove, ma di una pioggia diversa ,fatta di lacrime, di tutte quelle lacrime di quelli che purtroppo o per fortuna vanno ancora avanti senza i figli… i figli, gioie e dolori. Le loro case ovunque siano non le conosciamo, forse non conosciamo neanche i loro cuori, ma sicuramente conosciamo il loro essere, perché sono parte di noi come noi siamo parte di loro. Eppure il nostro compito è solo quello di amarli per poi lasciarli andare. E non si sa mai dove vorranno andare a noi resta solo accettare….. Figlio… hai percorso strade che io non ho percorso, stai abitando case che io non conosco… ma verrà un giorno che le conoscerò.

Gisella Migliaccio

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Mi piace pensare che ognuno di noi ha nelle stanze dell’anima, due cassetti speciali: il cassetto dei sogni e quello dei rimpianti.

Nella giovinezza apriamo spesso il cassetto dei sogni: ci piace sfogliarli, assaporarli, proiettarli mille volte nella mente.
Con il passare degli anni, il gesto di aprire quel cassetto diventa meno familiare, come se una ruggine sottile bloccasse i nostri gesti.
I sogni mai guardati impallidiscono, diventano trasparenti fino a essere invisibili.
Il cassetto dei sogni si svuota piano piano.
E pian piano, spesso senza che noi ce ne rendiamo conto, si riempie il cassetto dei rimpianti.

Capita poi che un giorno, per un colpo di vento, un incontro, un sorriso, il cassetto dei sogni si riapra d’improvviso, riportando con violenza dolorosa, l’eco dei sogni non vissuti, delle carezze non date, delle parole perdute.

Per ragioni misteriose, quel cassetto si riapre spesso intorno ai 40 anni, nelle donne, e intorno ai 50, negli uomini.
Forse perché in quei momenti, si trova finalmente il tempo di fermarsi e di fare un bilancio della propria vita.
Forse perché un evento esterno mette in discussione le nostre certezze, anche di futuro.

Per esempio, quando la malattia o la morte di una persona cara ci obbligano a riconoscere l’assoluta brevità della vita, effimera come un sospiro. O quando una nostra crisi esistenziale sotterranea si veste dei colori dell’innamoramento.
In questi momenti di verità con se stessi, e importante fermarsi. Per darsi il tempo di guardare quel cassetto dei sogni e quel cassetto dei rimpianti.

Non ho detto che si debba assecondare “per forza” o “perchè tutte lo fanno” il furore di un’attrazione antica.
Ma è importante riconoscere che c’è fame di emozioni, di tornare a sognare un po’, di riaprire quei margini di sorpresa che forse erano scomparsi dalla nostra vita troppo quieta.
Passerà? Tutto passa. Ma il punto è come si vive quello che poi passa.

“Tutti i mattini del mondo sono senza ritorno”, scrive Pascal Quignard nel libro delizioso -Tous le matin du monde-.

 

Forse è questa consapevolezza struggente che avevamo rimosso e che un incontro può farcela ritrovare, insieme al coraggio di riaprire il cassetto dei sogni.
Anche solo per un sorriso o una carezza.
Non so se ci può bastare…

Ma è un momento di meravigliosa intensità con cui sorprendersi di nuovo.

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Forse, ogni tanto, bisognerebbe proprio che qualcuno dei bambini che conosciamo, stufi marci di sentirsi chiedere in continuazione “Che cosa vuoi fare da grande?”, ci prendesse in disparte e, senza tanti giri di parole, ci chiedesse: “Ma tu, piuttosto, tu, si può sapere cosa hai fatto tu da grande? Che cosa ne è stato di quel senso di infinito che ti prendeva ogni anno, alla fine della scuola, davanti alla distesa sterminata di un’intera estate? Che cosa ne hai fatto dei tuoi sogni, ma quelli veri, quelli che contano: gli specchi da attraversare, i mondi alla rovescia, i paesi delle meraviglie, i rifugi segreti, gli amici immaginari, i voli, tutte quelle cose che ti stanno dentro, e ti nutrono l’anima, e ti fanno sentire voluto bene da te… Che cosa ne hai fatto, tu, del tuo tempo?”

Lella Costa

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