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Archive for the ‘QUELLO CHE NON HO DETTO’ Category

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Ci fanno compagnia
certe lettere d’amore
parole che restano con noi
e non andiamo via
ma nascondiamo del dolore
che scivola:
lo sentiremo poi
Abbiamo troppa fantasia
e se diciamo una bugia
e’ una mancata verita’
che prima o poi succedera’
Cambia il vento ma noi no
e se ci trasformiamo un po’
e’ per la voglia di piacere
a chi c’e’ gia’ o potra’ arrivare
a stare con noi
Siamo cosi’
e’ difficile spiegare
certe giornate amare
lascia stare
tanto ci potrai trovare qui
con le nostre notti bianche
ma non saremo stanche neanche quando
ti diremo ancora un altro si’
In fretta vanno via
delle giornate senza fine
silenzi: che familiarita’
E lasciano una scia
le frasi da bambine
che tornano
ma chi le ascoltera’?
E dalle macchine per noi
i complimenti del playboy
ma non li sentiamo piu’
se c’e’ chi non ce li fa piu’
Cambia il vento ma noi no
e se ci confondiamo un po’
e’ per la voglia di capire
chi non riesce piu’ a parlare
ancora con noi
Siamo cosi’
dolcemente complicate
sempre piu’ emozionate delicate
ma potrai trovarci ancora qui
nelle sere tempestose
portaci delle rose
nuove cose
e ti diremo ancora un altro si’
anche quando non parliamo
quando ci nascondiamo
o camminiamo
ma potrai trovarci ancora qui
con i nostri sentimenti
e i condizionamenti
non ci senti
stiamo per gridare un altro si’
e ti diremo ancora un altro si’
e ti diremo ancora un altro si’

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#frasibelle #frasibellissime #frasiaforsimicitazioni #fras i#qualcosadime

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Mi dispiace, piccola, ci sono delle cose che devo dirti e mi restano solo pochi momenti. Mi dispiace per tutto ciò che non potrò mai darti non ti comprerò mai un hamburgher gigante a 4 piani, niente supermega. Non ti farò mai sorridere. Volevo soltanto invecchiare insieme a te come due vecchie tartarughe che ridono contandosi le rughe insieme, al capolinea, sul lago del tuo dipinto, quello era il nostro Paradiso. Abbiamo molto da perdere: libri, pisolini, baci e litigi, o Dio… ne abbiamo avuti di straordinari dei quali ti ringrazio e grazie di ogni gesto gentile. Grazie per i nostri figli per la prima volta che li ho visti e per avermi sempre fatto sentire orgoglioso di te. Per la tua forza, per la tua dolcezza per come eri e come sei per come ho sempre desiderato toccarti, Dio eri tutta la mia vita!
E ti chiedo scusa per tutte le volte che ho fallito con te, specialmente questa.

Film: “Al di là dei sogni”

qualcosadime

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No, la colpa è della notte.
In una notte con un’aria così pulita, le persone finiscono col raccontarsi. Senza accorgersene, aprono il proprio cuore e, rivolte a chi gli sta accanto, cominciano a parlare come se stessero confessandosi con delle stelle che splendono nello spazio.

Banana Yoshimoto

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Mi piace pensare che ognuno di noi ha nelle stanze dell’anima, due cassetti speciali: il cassetto dei sogni e quello dei rimpianti.

Nella giovinezza apriamo spesso il cassetto dei sogni: ci piace sfogliarli, assaporarli, proiettarli mille volte nella mente.
Con il passare degli anni, il gesto di aprire quel cassetto diventa meno familiare, come se una ruggine sottile bloccasse i nostri gesti.
I sogni mai guardati impallidiscono, diventano trasparenti fino a essere invisibili.
Il cassetto dei sogni si svuota piano piano.
E pian piano, spesso senza che noi ce ne rendiamo conto, si riempie il cassetto dei rimpianti.

Capita poi che un giorno, per un colpo di vento, un incontro, un sorriso, il cassetto dei sogni si riapra d’improvviso, riportando con violenza dolorosa, l’eco dei sogni non vissuti, delle carezze non date, delle parole perdute.

Per ragioni misteriose, quel cassetto si riapre spesso intorno ai 40 anni, nelle donne, e intorno ai 50, negli uomini.
Forse perché in quei momenti, si trova finalmente il tempo di fermarsi e di fare un bilancio della propria vita.
Forse perché un evento esterno mette in discussione le nostre certezze, anche di futuro.

Per esempio, quando la malattia o la morte di una persona cara ci obbligano a riconoscere l’assoluta brevità della vita, effimera come un sospiro. O quando una nostra crisi esistenziale sotterranea si veste dei colori dell’innamoramento.
In questi momenti di verità con se stessi, e importante fermarsi. Per darsi il tempo di guardare quel cassetto dei sogni e quel cassetto dei rimpianti.

Non ho detto che si debba assecondare “per forza” o “perchè tutte lo fanno” il furore di un’attrazione antica.
Ma è importante riconoscere che c’è fame di emozioni, di tornare a sognare un po’, di riaprire quei margini di sorpresa che forse erano scomparsi dalla nostra vita troppo quieta.
Passerà? Tutto passa. Ma il punto è come si vive quello che poi passa.

“Tutti i mattini del mondo sono senza ritorno”, scrive Pascal Quignard nel libro delizioso -Tous le matin du monde-.

 

Forse è questa consapevolezza struggente che avevamo rimosso e che un incontro può farcela ritrovare, insieme al coraggio di riaprire il cassetto dei sogni.
Anche solo per un sorriso o una carezza.
Non so se ci può bastare…

Ma è un momento di meravigliosa intensità con cui sorprendersi di nuovo.

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Prima che ci incontrassimo,
vagavo per la vita senza una direzione,
senza una ragione.
So che, per qualche motivo,
ogni passo che ho fatto da quando ho imparto a camminare,
era un passo verso di te.
Eravamo destinati ad incontrarci.

N. Sparks – Le parole che non ti ho detto

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