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Posts Tagged ‘CROCE’

I campi erano arsi e screpolati dalla mancanza di pioggia. Le foglie pallide e ingiallite pendevano penosamente dai rami. L’erba era sparita dai prati. La gente era tesa e nervosa, mentre scrutava il cielo di cristallo blu cobalto. 

Le settimane si succedevano sempre più infuocate.
Da mesi non cadeva una vera pioggia.
Il parroco del paese organizzò un’ora speciale di preghiera nella piazza davanti alla chiesa per implorare la grazia della pioggia.
All’ora stabilita la piazza era gremita di gente ansiosa, ma piena di speranza.
Molti avevano portato oggetti che testimoniavano la loro fede. Il parroco guardava ammirato le Bibbie, le croci, i rosari.
Ma non riusciva a distogliere gli occhi da una bambina seduta compostamente in prima fila.
Sulle ginocchia aveva un ombrello rosso.

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Un uomo sempre scontento di sé e degli altri continuava a brontolare con Dio perché diceva: “Ma chi l’ha detto che ognuno deve portare la sua croce? Possibile che non esista un mezzo per evitarla? Sono veramente stufo dei miei pesi quotidiani!” Il Buon Dio gli rispose con un sogno. Vide che la vita degli uomini sulla Terra era una sterminata processione. Ognuno camminava con la sua croce sulle spalle. Lentamente, ma inesorabilmente, un passo dopo l’altro. Anche lui era nell’interminabile corteo e avanzava a fatica con la sua croce personale. Dopo un po’ si accorse che la sua croce era troppo lunga: per questo faceva fatica ad avanzare. “Sarebbe sufficiente accorciarla un po’ e tribolerei molto meno”, si disse, e con un taglio deciso accorciò la sua croce d’un bel pezzo. Quando ripartì si accorse che ora poteva camminare molto più speditamente e senza tanta fatica giunse a quella che sembrava la meta della processione. Era un burrone: una larga ferita nel terreno, oltre la quale però cominciava la “terra della felicità eterna”. Era una visione incantevole quella che si vedeva dall’altra parte del burrone. Ma non c’erano ponti, né passerelle per attraversare. Eppure gli uomini passavano con facilità. Ognuno si toglieva la croce dalle spalle, l’appoggiava sui bordi del burrone e poi ci passava sopra. Le croci sembravano fatte su misura: congiungevano esattamente i due margini del precipizio. Passavano tutti, ma non lui: aveva accorciato la sua croce e ora era troppo corta e non arrivava dall’altra parte del baratro. Si mise a piangere e a disperarsi: “Ah, se l’avessi saputo…”. 

La croce è l’unica via di salvezza per gli uomini, ççççç l’unico ponte che conduce alla vita eterna. 

Bruno Ferrero 

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Nelle decisioni difficili bisogna cercare la volontà di Dio nella luce della preghiera.
La decisione del Santo Padre di rinunciare al ministero petrino è una delle più ardue che si possano immaginare.
Il Santo Padre ha dovuto pesare davanti a Dio tutti i pro e i contro di tale drammatica scelta.
Da una parte l’assoluta novità dell’evento, con la sorpresa, il dolore e lo sconcerto di una buona parte della Chiesa.
Dall’altra la consapevolezza di non avere più le forze per adempiere bene un ministero esigentissimo, , con le inevitabili ripercussioni sulla Chiesa stessa.
Il Santo Padre ha pesato davanti a Dio gli argomenti a favore e quelli contrari. Ha pregato e probabilmente ha chiesto consiglio.
Col cuore purificato da un lungo cammino spirituale ha atteso che Dio parlasse attraverso la voce della coscienza.
Quando è stato certo della volontà di Dio, ha fatto la sua scelta drammatica e coraggiosa, in umiltà e obbedienza. Il Papa sa che il comando della coscienza deve essere sempre seguito e che su questo ogni uomo sarà giudicato.
Il Santo Padre chi ha insegnato come devono essere fatte le scelte che decidono della vita. Nel medesimo tempo ha ricordato alla Chiesa che tutti siamo “servi inutili” , come Gesù ci ha ammonito.
Il Santo Padre non ha indebolito il ministero petrino, ma lo ha rafforzato con la trasparenza, la forza e la bontà che emano dalla sua persona.

Nel nostro cuore c’è ammirazione, gratitudine e amore.

Padre Livio Fanzaga

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