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Posts Tagged ‘preghiera’

 Solo per oggi
cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.
 Solo per oggi
avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.
 Solo per oggi
sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.
 Solo per oggi
mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.
 Solo per oggi
dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l’ascolto sono necessari alla vita dell’anima.
 Solo per oggi,
compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
 Solo per oggi
mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l’indecisione.
 Solo per oggi
saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l’esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.
 Solo per oggi
non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell’Amore.

  Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.

Papa Giovanni XIII 

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“Il Mondo che vogliamo è questo. Un Mondo di Pace! E’ Possibile percorrere le vie della Pace? Sì, è possibile per tutti! Vorrei che tutti gridassimo dai più piccoli ai più grandi. Sì è quello che vogliamo: la Pace! La Pace si afferma solo con la Pace. Preghiamo per la riconciliazione e per la Pace e diventiamo tutti, in ogni ambiente uomini e donne di riconciliazione e di pace”.
 Papa Francesco – 7 settembre 2013 

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Una preghiera per ogni dito della mano

1. Il pollice è il dito a te più vicino. Comincia quindi col pregare per coloro che ti sono più vicini. Sono le persone di cui ci ricordiamo più facilmente. Pregare per i nostri cari è “un dolce obbligo”.

2. Il dito successivo è l’indice. Prega per coloro che insegnano, educano e curano. Questa categoria comprende maestri, professori, medici e sacerdoti. Hanno bisogno di sostegno e saggezza per indicare agli altri la giusta direzione. Ricordali sempre nelle tue preghiere.

3. Il dito successivo è il più alto. Ci ricorda i nostri governanti. Prega per il presidente, i parlamentari, gli imprenditori e i dirigenti. Sono le persone che gestiscono il destino della nostra patria e guidano l’opinione pubblica… Hanno bisogno della guida di Dio.

4. Il quarto dito è l’anulare. Lascerà molti sorpresi, ma è questo il nostro dito più debole, come può confermare qualsiasi insegnante di pianoforte. È lì per ricordarci di pregare per i più deboli, per chi ha sfide da affrontare, per i malati. Hanno bisogno delle tue preghiere di giorno e di notte. Le preghiere per loro non saranno mai troppe. Ed è li per invitarci a pregare anche per le coppie sposate.

5. E per ultimo arriva il nostro dito mignolo, il più piccolo di tutti, come piccoli dobbiamo sentirci noi di fronte a Dio e al prossimo. Come dice la Bibbia, “gli ultimi saranno i primi”. Il dito mignolo ti ricorda di pregare per te stesso… Dopo che avrai pregato per tutti gli altri, sarà allora che potrai capire meglio quali sono le tue necessità guardandole dalla giusta prospettiva.

Preghiera che Papa Francesco scrisse una quindicina di anni fa
quando era vescovo di Buenos Aires

(Traduzione di Graziella Filipuzzi)

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Non credo 
al diritto dei più forti, 
al linguaggio delle armi, 
alla potenza dei potenti. 
Voglio credere 
ai diritti dell’uomo, 
alla mano aperta, 
alla potenza dei non-violenti. 
Non credo alla razza o alla ricchezza, 
ai privilegi, all’ordine della forza e dell’ingiustizia: 
è un disordine. 
Non credo di potermi disinteressare 
a ciò che accade lontano da qui. 
Voglio credere che il mondo intero 
è la mia casa e il campo nel quale semino, 
e che tutti mietono ciò che tutti hanno seminato. 
Non credo 
di poter combattere altrove l’oppressione, 
se tollero l’ingiustizia qui. 
Voglio credere che il diritto è uno, 
tanto qui che altrove, 
che non sono libero finché un solo uomo è schiavo. 
Non credo che la guerra e la fame siano inevitabili 
e la pace irraggiungibile. 
Voglio credere all’azione semplice, 
all’amore a mani nude, 
alla pace sulla terra. 
Non credo che ogni sofferenza sia vana. 
Non credo che il sogno degli uomini resterà un sogno 
e che la morte sarà la fine. 
Oso credere invece, sempre e nonostante tutto, 
all’uomo nuovo. 
Oso credere al tuo sogno, o Dio, 
un cielo nuovo, una terra nuova dove abiterà la giustizia.

Dorothee Solle, teologa protestante

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Un anziano saggio cinese stava camminando per i campi innevati,
quando incontrò una donna che piangeva.
“Perché stai piangendo?” chiese.
“Perché sto pensando alla mia vita, la mia giovinezza,
la bellezza che vedevo nello specchio e l’uomo che amavo.
Dio è crudele per aver dato la capacità di ricordare.
Egli sapeva che un giorno avrei ricordato la primavera della mia vita, e avrei pianto.”
Il saggio rimase in piedi lì nella neve, guardando un punto fisso e contemplando.
Ad un certo punto, la donna smise di piangere:
“Cosa vedi laggiù?” ella chiese.
“Un campo di rose,” rispose il saggio.
“Dio è stato generoso con me perché mi ha dato la possibilità di ricordare.
Egli sapeva che d’inverno, avrei potuto sempre immaginare la primavera”.
E sorrise.
– Paulo Coelho –

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